Il cuoio capelluto sensibile

Normalmente non ci accorgiamo di avere il cuoio capelluto e i capelli, eccetto quando facciamo lo shampoo, o li pettiniamo, o se il vento ci spettina i capelli…
Vi sono in realtà condizioni in cui il cuoio capelluto provoca sintomi spiacevoli, quali prurito, formicolii, dolore: la presenza di una sintomatologia fastidiosa al capo, causata da diversi fattori, definisce la diagnosi di “cuoio capelluto sensibile”.

Cute sensibile
Da diversi anni si conosce l’entità definita “cute sensibile” (anche definita reattiva, iperreattiva, intollerante, irritabile): si tratta di una sensazione fastidiosa della cute in risposta a diversi fattori.(1) La cute sensibile è caratterizzata più da sintomi sensoriali che da una vera e propria malattia visibile. È caratteristica la comparsa di sintomi quali tensione, punture, formicolii, dolore, o più raramente prurito, solitamente al volto, ma a volte alle mani e al cuoio capelluto senza segni clinici o istologici. Le cause dei sintomi sono ambientali (inquinamento), fisiche (UV, caldo, freddo, vento, aria condizionata), legate allo stile di vita (cosmetici, sapone, acqua, dieta, alcol), a fattori psicologici (stress, emozioni) o a fattori ormonali (ciclo mestruale). Nonostante la cute sensibile non sia segno di una malattia cutanea, è più frequente in pazienti con dermatosi quali dermatite atopica, acne rosacea, acne…
Alla base delle cute sensibile ci sarebbero alterazioni della funzione della barriera della cute (aumentata permeabilità dello strato corneo e aumento della TEWL), che aumenta l’esposizione ad irritanti ed una disfunzione dei nervi sensoriali (accelerazione delle risposte nervose e innesco di infiammazione neurogenica).(2)
Diversi studi epidemiologici effettuati in Europa, Stati Uniti e Giappone, riportano che la cute sensibile interessa il 40-50% della popolazione generale, soprattutto di sesso femminile e verso i 50 anni di età.(3-6) Soffrire di cute sensibile è riferito come un problema emotivo dai pazienti, che riportano come conseguenza un peggioramento della qualità della vita.(4) La razza Asiatica è più colpita della Caucasica e, fra questi, i fototipi chiari più di quelli scuri. Le aree più frequentemente colpite sono quelle del viso: in ordine decrescente pieghe naso-labiali, eminenza malare, guance e labbro superiore. Seguono le mani, il cuoio capelluto, i piedi, il collo, i tronco e la regione vulvare.

Nel 2008, per la prima volta, si è guardato con più attenzione quali aree cutanee al di fuori del volto potessero essere affette da cute sensibile, mediante uno studio francese effettuato su 400 donne di età media 40 anni che ha rivelato che nel 70% dei casi la cute sensibile non è riferita al volto e il cuoio capelluto è la sede colpita in 1/3 dei pazienti.(7)

Aree con cute sensibile
Area n/Na %
aNon tutti i pazienti hanno risposto alle domande
Volto 339/397 85,4
Mani 192/333 57,7
Cuoio capelluto 119/329 36,2
Piedi 113/330 34,2
Collo 88/328 26,8
Busto 76/330 23,0
Schiena 60/326 20,9

Aree interessate dalle cute sensibile nella popolazione generale: in 1/3 dei casi la sede colpita è quella del cuoio capelluto.

Il cuoio capelluto sensibile
Uno studio del 2008 ha valutato l’epidemiologia e le caratteristiche del cuoio capelluto sensibile su 1.011 persone, riscontrando che il 44% di essi riferisce di avere un cuoio capelluto sensibile o molto sensibile.(8) Si tratta soprattutto di donne adulte. Solo l’11,5% dei pazienti con cuoio capelluto sensibile ha una malattia del cuoio capelluto associata, mentre il 20% dichiara di avere un’associata aumentata caduta dei capelli, soprattutto di tipo reattivo. La frequenza del cuoio capelluto sensibile era maggiore nei pazienti che riferivano un cuoio capelluto secco o grasso. Il sintomo prevalente era il prurito, riferito da circa il 38% dei pazienti, seguito dal formicolio (19%).

Sintomi riportati dai pazienti con cuoio capelluto sensibile.

Sintomi riportati dai pazienti con cuoio capelluto sensibile.

I fattori scatenanti i sintomi sono risultati il caldo, l’inquinamento, le emozioni, l’aria secca, l’aria umida, l’acqua e soprattutto gli shampoo, riportati come fattore scatenante dal 52,5% dei pazienti con cuoio capelluto sensibile. La presenza di cute sensibile in altre aree cutanee era più frequente nei pazienti con cuoio capelluto sensibile.
Dal questionario è emerso che i fattori predisponenti per il cuoio capelluto sensibile sono atopia e cute sensibile in altre aree, mentre non è ancora chiaro se l’aumentata caduta dei capelli e il cuoio capelluto grasso siano fattori predisponenti o conseguenze del cuoio capelluto sensibile.
La gravità del cuoio capelluto sensibile può essere misurata con un questionario, chiamato 3S (Scalp Sensitivity Score), proposto da Misery e Coll. nel 2011(9), dove al paziente affetto dal problema veniva chiesta l’intensità di ognuno dei seguenti sintomi, cosi definiti:

  • prurito, definito come la sensazione che porta al trattamento;
  • pizzicore, sensazione causata dal movimento di tessuto ruvido sulla cute;
  • tensione, sensazione che la cute sia troppo stretta;
  • dolore, sgradevole sensazione ed esperienza emotiva associata con danno tissutale presente o possibile, o descritta come simile;
  • bruciore, dolorosa sensazione prodotta da temperatura estrema o irritanti chimici;

secondo la scala seguente: 0 = No, 1 = sì, ma non mi dà problemi, 2= sì e mi dà lievi problemi, 3 = sì e dà notevoli problemi alla mia vita, 4 = sì ed è insopportabile. La somma dei numeri dati a ciascun sintomi può arrivare ad un massimo di 20.
Lo studio sul questionario (che ha incluso 2.117 persone di età > 15 anni) ha rivelato una prevalenza del cuoio capelluto sensibile del 32%, tanto maggiore quanto più si sale con l’età. Il prurito era il sintomo più frequente, riferito in circa il 60% dei casi, seguito da pizzicore (32%), tensione (16%), dolore (13%) e bruciore (11%).
La presenza di malattie del cuoio capelluto associate era più frequente nei pazienti con score più alto, a dimostrazione che le malattie del cuoio capelluto possono aumentare la severità dei sintomi o possono addirittura causarli. Il fatto che la gran parte dei pazienti con cuoio capelluto sensibile non ha malattie del cuoio capelluto associate depone per il fatto che il cuoio capelluto sensibile sia una entità a se stante.

Un sintomo da non trascurare, la tricodinia
Il 13% delle persone che afferma di avere il cuoio capelluto sensibile lamenta come sintomo il dolore.(9) La tricodinia è un sintomo noto a chi si occupa di capelli, in quanto spesso raccontato dai pazienti con aumentata caduta di capelli da varie cause. Dal 14 al 35% dei pazienti che si rivolge al dermatologo per problemi di caduta di capelli riferisce dolore al cuoio capelluto, in assenza di malattie che lo possano spiegare quali dermatite seborroica, eczema: si tratta soprattutto di donne adulte, in generale di età superiore a quelle con caduta di capelli, ma senza tricodinia. Più spesso il dolore è riferito nelle regione centro-parietale del capo. La patologia a cui la tricodinia si associa più spesso è il telogen effluvium cronico. Anche l’alopecia androgenetica e, più raramente l’alopecia areata, possono però associarsi a dolore alla testa. Non vi è nessuna relazione fra la presenza di tricodinia e gravità dell’alopecia e dalla caduta dei capelli, ma è indubbio che la presenza di questo sintomo aumenta l’ansia del paziente rispetto al suo problema di alopecia.
Nei 27% dei casi è il paziente che riporta spontaneamente il sintomo. Il cuoio capelluto dei pazienti con tricodinia è solitamente normale, anche se teleangectasie visibili alla VDS sono più spesso in questi pazienti che negli asintomatici.

La dermoscopia nei pazienti con tricodinia può mostrare dilatazione dei vasi

La dermoscopia nei pazienti con tricodinia può mostrare dilatazione dei vasi

Le cause delle tricodinia non si conoscono e sono probabilmente analoghe a quelle riferite per il cuoio capelluto sensibile. Sono state di volta in volta ipotizzate la presenza di infiammazione perifollicolare, l’aumentata espressione di sostanza P vicino ai follicoli e addirittura malattie psichiche.(10) Allo stesso modo si fatica a spiegare perché questo sintomo interessi più spesso il sesso femminile di quello maschile: è stato ipotizzato che le donne si angoscino di più per la presenza di questo sintomo e si rechino per questo dal dermatologo, oppure che nella donna la percezione del dolore sia maggiore.

Cosa si può fare per cuoio capelluto sensibile?

  1. Come per la pelle sensibile, servono prima di tutto misure preventive. È quindi innanzitutto necessario evitare il contatto con agenti irritanti, quali ad esempio il cloro, l’esposizione prolungata del capo al sole o a temperature troppo calde o troppo fredde e i cosmetici irritanti. Non dimentichiamo che il cuoio capelluto è regolarmente deterso e spesso esposto a contatto con sostanza chimiche utilizzate per colorare/decolorare o arricciare/lisciare i capelli! Al paziente con tricodinia non solo possono dare fastidio i liquidi per permanenti, per tinture e decolorazioni, che rimangono a contatto per parecchi minuti col cuoio capelluto, ma anche il contatto con sostanze chimiche irritanti contenute in shampoo e lozioni. In particolare, è spesso riferito un peggioramento dei sintomi dopo uso di shampoo con alcol e detergenti aggressivi. Lo shampoo ideale per chi soffre di tricodinia deve avere una composizione semplice, senza alcol o profumi, con tesioattivi ad effetto detergente, ma delicato.
  2. È poi efficace l’applicazione locale di sostanze ad effetto lenitivo. Per la tricodinia è stato addirittura provato l’uso di cortisonici locali. Una sostanza che negli anni si è rivelata ottima per lenire i sintomi cutanei caratterizzati da fastidio e prurito è il polidocanolo (nome INCI: Laureth-9), che agisce come antagonista del recettore PAR-2 (protease-activator-receptor-2), bloccandone l’attivazione. Le proteasi sono enzimi importanti in vari processi, quali alterazioni delle funzione barriera della cute, infiammazione neurogenica e comparsa di sintomi soggettivi. Il blocco dei recettori attraverso i quali le proteasi inviano segnali alle cellule interrompe la cascata dei processi che portano alla comparsa di flogosi e sintomi quali bruciore e prurito. Il blocco del recettore PAR-2, localizzato a livello delle fibre nervose libere della cute, è in particolare capace di evitare la comparsa del sintomo prurito.


BIBLIOGRAFIA

  1. Primavera G., Berardesca E.; Sensitive skin: mechanisms and diagnosis. Int J Cosmet Sci 2005; 27: 1-10.
  2. Ständer S., Schneider S.W., Weishaupt C., Luger T.A., Misery L.; Putative neuronal mechanisms of sensitive skin. Exp Dermatol 2009; 18: 417-23.
  3. Willis C.M., Shaw S., De Lacharrière O., Baverel M., Reiche L., Jourdain R., Bastien P., Wilkinson J.D.; Sensitive skin: an epidemiological study. Br J Dermatol 2001; 145: 258-63.
  4. Misery L., Myon E., Martin N., Verrière F., Nocera T., Taieb C.; Sensitive skin in France: an epidemiological approach. Ann Dermatol Venereol 2005; 132: 425-9.
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  7. Saint-Martory C., Roguedas-Contios A.M., Sibaud V., Degouy A., Schmitt A.M., Misery L.; Sensitive skin is not limited to the face. Br J Dermatol 2008; 158: 130-3.
  8. Misery L., Sibaud V., Ambronati M., Macy G., Boussetta S., Taieb C.; Sensitive scalp: does this condition exist? An epidemiological study. Contact Dermatitis 2008; 58: 234-8.
  9. Misery L., Rahhali N., Ambonati M., Black D., Saint-Martory C., Schmitt A.M., Taieb C.; Evaluation of sensitive scalp severity and symptomatology by using a new score. J Eur Acad Dermatol Venereol 2011; 25: 1295.
  10. Rebora A.; Trichodynia: a review of the literature. Int J Dermatol 2016; 55: 382-4.

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